Si avvicina una data chiave nella vicenda del biodigestore per la produzione di biometano a Villareggia. Entro il prossimo 7 maggio è attesa la relazione definitiva richiesta dal Consiglio di Stato al Politecnico di Torino, incaricato di verificare la correttezza dei calcoli sui parametri di funzionamento dell’impianto.
La bozza preliminare della relazione contiene un elemento significativo: conferma infatti che i calcoli presentati in precedenza da Città Metropolitana e Filiera Blu – sui quali si era basata la decisione del TAR Piemonte di respingere il ricorso – risultano errati. In particolare, tali calcoli consideravano tutto il calore inviato al biodigestore come “calore utile”, incidendo così in modo determinante sulla valutazione di idoneità dell’area.
Questo punto rappresenta un riscontro importante per i ricorrenti, che avevano contestato proprio l’impostazione tecnica adottata.
Tuttavia, la stessa bozza introduce anche un elemento critico: il verificatore propone una nuova ipotesi di calcolo che consente comunque di considerare una parte del calore come utile. Tale ipotesi, pur diversa da quella iniziale, risulterebbe sufficiente a mantenere i parametri entro i limiti previsti dalla normativa regionale, con la conseguenza di poter salvare l’autorizzazione concessa.
In altre parole, pur riconoscendo l’errore nei calcoli originari, questa nuova impostazione potrebbe portare il Consiglio di Stato a ritenere non necessario annullare la precedente decisione del TAR, qualora i limiti risultassero comunque rispettati.
Secondo i tecnici e i legali dei ricorrenti, però, questa nuova ipotesi presenta criticità rilevanti: mancherebbe infatti di una solida base sia tecnica sia giuridica. Per questo motivo, è stata formalmente contestata nelle osservazioni depositate nei giorni scorsi. Nelle stesse osservazioni si evidenzia anche un possibile contrasto con le indicazioni delle autorità competenti in materia, come ARERA e GSE.
L’iter procedurale prevede ora che il professore incaricato completi e trasmetta la relazione finale entro 10 giorni. Una volta acquisito il documento, il Consiglio di Stato dovrà decidere come procedere: potrà valutare se richiedere ulteriori pareri tecnici alle autorità competenti oppure fissare una nuova udienza, che potrebbe tenersi nei prossimi mesi.
L’attenzione resta quindi concentrata sulla relazione definitiva, che rappresenterà un passaggio decisivo per chiarire i presupposti tecnici della vicenda e orientare le prossime decisioni giudiziarie.

